Matteo riporta il luogo dove descrive il colloquio con i discepoli. Non si trova nella terra santa: la regione di Cesarèa di Filippo è luogo pagano. Eppure il Maestro li guida in territori dove gli ebrei sanno di correre il pericolo di contrarre impurità perché a contatto con chi non crede nel Dio Uno.
È in quel luogo che Gesù pone una domanda ai discepoli. Non è certo un atto di curiosità, né intende misurare cosa hanno appreso dai suoi insegnamenti. Lo sapeva. Ottiene due risposte: la prima è la comunità che si esprime e che segnala da una parte l’acquisita autorevolezza raggiunta dal Galileo (sono citate tre figure molto importanti), ma dall’altra segnala la difficoltà a riconoscerlo veramente per quello che è: Figlio dell’uomo, definizione dal valore divino.
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La seconda risposta è di Simone: un atto di fede a tutto tondo, che non poteva pronunciare se non assistito da Dio stesso. Seppur nella sua incapacità di comprendere il significato delle sue parole, Gesù individua in Simon Pietro il futuro punto di riferimento della comunità che si sta formando. Un “Simone” che vivrà momenti meno gloriosi eppure importanti per la sua crescita al punto da meritare il nome di “Pietro”. Una pietra fondamentale sulla quale costruire e guidare la Chiesa. Una Chiesa che non deve conoscere barriere geografiche né religiose. Una Chiesa dove possono trovare spazio chiunque desideri vivere come l’Emmanuele ha insegnato.
Simone è un galileo, Saulo un giudeo: entrambi non potevano accettare l’idea che i pagani (detti anche gentili) potessero salvarsi. Ma Pietro accoglierà nella Chiesa i pagani convertiti e Saulo spenderà la sua vita per loro. Le vie del Signore non sono davvero le nostre: da Simone a Pietro; da Saulo a Paolo. Il primo ha rinnegato Gesù più volte; il secondo ha perseguitato i primi cristiani. Pietro è posto capo della Chiesa e Paolo è ricordato come l’apostolo dei gentili. Là, in terra pagana, Pietro riconobbe il Signore come salvatore di tutti. Saulo fariseo sarà un missionario del Risorto. Entrambi non rinnegheranno la loro fede e moriranno martiri.
Per riflettere
Come la pecora della parabola si era persa, smarrita, vagava in sentieri pericolosi, così Simone e Saulo. Ma il buon Pastore ha cercato, trovato e posta sulle spalle la pecora. Pietro e Paolo hanno seguito il Signore, la Via che ci guida verso la speranza della vita eterna. Non sono stati ipocriti: hanno vissuto quello che hanno predicato accettando la morte per fede nel Risorto.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
