Moltiplicare l’Abbondanza con Dio
Il commento al Vangelo della ventunesima domenica del tempo ordinario (29 giugno 2025) a cura di don Fabio Rosini è incentrato sulla celeberrima professione di fede di Simon Pietro. Questo evento cruciale si svolge in un luogo di profondo significato simbolico, l’odierna Banias, e svela concetti fondamentali sulla natura della fede, il ruolo di Pietro e della Chiesa, e la vera identità di Cristo.
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Riassumendo il video.
- Il contesto di Banias (Vanias): La professione di fede di Pietro avviene a Banias, un “pantheon a cielo aperto” che ospitava tre santuari dedicati a divinità cananee, greche e romane. Il nucleo del sito era un culto cananeo, incentrato su una grotta inquietante dalla quale sgorgava e si inabissava una sorgente carsica, immagine degli inferi e del regno della morte. I riti cananei in questo luogo implicavano il gettito di bambini e sacrifici umani nella bocca di roccia. Gesù sceglie questo luogo per chiedere ai discepoli di riconoscere la sua identità, sottolineando che la fede si professa “di fronte alle idolatrie”.
- La domanda di Gesù e la risposta di Pietro: Gesù imposta il dialogo come una verifica della percezione della sua identità, un vero e proprio “test” per i suoi discepoli. A questa domanda, Simone Pietro risponde con una “luminosa risposta”, riconoscendo Gesù come “figlio del Dio vivente”.
- Il cambio di nome e il significato di “Pietra”: Questa conoscenza non proviene da “carne né sangue”, ma è una rivelazione del Padre celeste, ed è un’opera di Dio in noi. Per questa conoscenza, Simone cambia definitivamente nome, diventando Pietro, il fondamento per la fede di tanti altri. San Giovanni Paolo II, nelle sue riflessioni, spiega che divenire “Pietra” significa diventare “luogo di passaggio”, un “pavimento” o un “ponte” (da cui il vero significato di pontefice), affinché gli altri possano arrivare a Cristo. Ogni cristiano, in virtù del battesimo, è chiamato a essere questa “roccia”, “pavimento” o “pietra” per la fede altrui, un “luogo di transizione per il Padre”.
- La Chiesa e le “porte degli inferi”: Su questa “pietra”, Cristo edificherà la Sua Chiesa. La Chiesa è un’opera di Dio, non un’opera umana, e noi “assecondiamo l’opera di Dio in noi”. Una prerogativa della Chiesa è che “Le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”. Il testo greco originale, però, specifica: “Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”. Questa differenza è cruciale: mentre la traduzione “potenze” suggerisce un attacco vinto dalla Chiesa, l’originale “porte” indica che la battaglia si svolge proprio alle porte degli inferi (a Banias), e quelle porte “non resisteranno”. La Chiesa, infatti, ha il compito di “strappare gli uomini alla morte” e tirarli fuori dalle loro tenebre, proprio come Cristo nella resurrezione tira fuori Adamo ed Eva dalla “bocca nera degli inferi”.
- La conoscenza di Cristo come liberazione: Conoscere Cristo non è una mera conoscenza intellettuale, ma un’“esperienza di liberazione”. Significa conoscere la via per “tirar fuori l’umanità dal buio”, sapere ciò che “tira fuori dagli inferi”. Questa è la ragione profonda per cui la professione di fede è avvenuta proprio a Vanias.
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Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 29 giugno 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
