Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Ottobre 2023

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In questo Vangelo Gesù si ritira a pregare una notte intera prima di chiamare a sé i suoi discepoli. Quale rapporto ha con il Padre, e quanto intensa la Sua preghiera per resistere un’intera notte senza dormire dialogando con Lui! Emerge chiaramente l’importanza di pregare prima di prendere una decisione: che la nostra azione non sia basata sul nostro volere, ma ispirata dal Signore.

Pregare è ri-fissare lo sguardo sulla vera dimensione delle cose: prendere nuovamente consapevolezza che il nostro cammino dipende innanzitutto dallo sguardo misericordioso del Padre. Permette inoltre di riconfermare per chi si viva, per chi si agisca e per quale obiettivo ci si muova, di spostare l’attenzione dall’ansia delle cose da fare al motivo per cui le si fa.

Per chi, per che cosa viviamo? Qual è il senso della nostra presenza sulla terra? Di certo non le opere, talvolta grandi, ma di norma piccole e occasionalmente irrisorie, che dobbiamo compiere. Non certo per la lista di azioni di dovere e piacere che ci attende ogni volta che apriamo gli occhi al mattino. Il nostro dovere di ogni giorno è diventare uomini—cioè a immagine di Dio—e amare Dio e gli altri, attraverso tutte le azioni che ci aspettano lungo la giornata.

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La preghiera, la contemplazione, fa nascere in noi una forza che supera di gran lunga le nostre possibilità. “[…] da lui usciva una forza che guariva tutti”. Non è nostra: lasciare spazio allo Spirito Santo gli permette di agire usandoci come strumento e guarire chi è intorno a noi. E l’uomo, la folla, ha bisogno innanzitutto di ascoltare parole che guariscano l’anima e che guariscano il corpo.

Per riflettere

Troviamo il tempo del silenzio e della preghiera per lasciare allo Spirito, in una giornata piena di frastuono, lo spazio per riempire il nostro cuore e riversarsi abbondante sugli altri tramite noi.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi