Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Gennaio 2026

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La parabola del seminatore la conosciamo bene, e del resto lo stesso Gesù ci offre qui la sua interpretazione, che mi sembra molto chiara.

La parte che forse ci può interrogare maggiormente del vangelo di oggi è quella breve risposta incastrata a metà tra la parabola e la sua spiegazione: sembra che Gesù racconti parabole con l’esplicita intenzione di non farsi capire, intenzione che facciamo fatica a conciliare con il desiderio in altri momenti espresso da Gesù che la sua Parola venga portata a tutto il mondo.

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Credo che il fraintendimento discenda da cosa ci immaginiamo che voglia dire “ascoltare Gesù”. Se per noi ascoltare significa semplicemente lasciare che delle parole entrino nelle nostre orecchie, allora siamo “quelli che stanno fuori”, e il mondo è pieno di parole per noi: parole facili, dette per tornaconto, per fare polemica, per raggirare, per confondere la verità, per scavalcare gli altri.

Di parole di questo tipo ne leggiamo sui giornali, ne sentiamo dalla televisione, tante volte ne mettiamo anche noi in giro senza pensarci troppo. Le parole di Gesù sono diverse: sono più impegnative, richiedono tempo e meditazione. Non sono parole da sapere, ma soprattutto da fare entrare nella nostra vita; sono parole da digerire, il cui significato è chiuso in un guscio che solo con il tempo si apre, proprio come il seme gettato dal seminatore.

Ciò che Gesù ci chiede non è quindi solo di sapere che ci sono quattro tipi di terreno e a cosa corrisponde ciascuno di essi fuori dalla metafora, ma anche di leggere la nostra vita alla luce di questa parola. Quali sono le spine o gli uccelli che impediscono alla Parola di Dio di germogliare nella mia vita? Dov’è il terreno fertile dentro di me, così che possa farlo fruttare al meglio?

Per Riflettere

Gesù volentieri spiega il senso della parabola ai discepoli che chiedono di andare più in profondità. Così fa anche con noi quando, nella preghiera, gli chiediamo di farci comprendere, un po’ alla volta, il senso di ciò che sentiamo e vediamo nella nostra vita.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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