Dopo il «Donna, che vuoi da me?» delle nozze di Cana, ecco una nuova risposta di Gesù che un po’ sorprende. In realtà, se c’è una persona in tutta la storia della salvezza che ha fatto la volontà di Dio questa è Maria; che dunque è madre doppiamente, rientrando a pieno titolo nel novero di quelli indicati da Gesù come fratello, sorella o madre.
La buona notizia è invece che anche noi possiamo essere fratello o sorella o madre di Gesù alla sola condizione di desiderarlo, e tradurre poi questo desiderio in pensieri e azioni conformi alla sua volontà, che è poi la volontà di Dio.
In un passo del Vangelo di Luca, Gesù ricorda che «il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche» (Lc 12, 47–48). Responsabilità solo colpose nel secondo caso ma volontarietà piena nel primo.
È un fatto di giustizia e Dio è sì misericordioso ma anche giusto. Ma se non è l’amore per il Signore e per i fratelli che ci muove, non sarà certo il timore delle percosse che ordinerà la nostra vita e le nostre azioni alla sua volontà.
Per riflettere
Con quali costanza e determinazione riflettiamo, specialmente prima di decisioni importanti, su ciò che Dio vorrebbe facessimo? Cerchiamo prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
