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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 27 Luglio 2025

Domenica 27 Luglio 2025 - XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 11,1-13

Data:

In altri passi del Vangelo la parola di Gesù sembra contraddire questa intensa lezione di preghiera: “Non vi affannate… il Padre sa ciò di cui avete bisogno…” (cfr. Mt 6, 31–32); “Non chi dice: “Signore, Signore”… ma chi fa la volontà del Padre mio…” (cfr. Mt 7, 21); e tante guarigioni avvengono senza la richiesta da parte del malato (cfr. Gv 5).

Cosa significa, allora, questa insistenza sulla necessità di chiedere, di cercare, di bussare? La preghiera del cristiano è essenzialmente preghiera di lode e di ringraziamento. Nel mistero dell’ultima cena, Gesù stesso “anticipa” il dono del Padre e lo benedice per quel pane e quel vino che diventeranno sacramento del corpo e del sangue offerti per amore. E, tuttavia, si potrebbe rischiare di trasformare il ringraziamento in una sorta di autocelebrazione, allorquando lo si separi dalla coscienza intima di avere ancora bisogno di quel dono, e di qualcuno che ce lo doni. Se si trasforma sottilmente il dono in conquista, il gioco dell’autoinganno è fatto. (…)

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Chiedere, cercare, bussare significa allora accedere progressivamente al piano della propria necessità. Fatta di bisogni più o meno immediati e superficiali, ma sempre più intimamente caratterizzata da mancanze e nostalgie che appartengono alla nostra natura di creature impastate di terra e cielo. Intimamente, esistiamo con un vuoto di presenza e di pienezza che ci lacera il cuore.

E spontaneamente rischiamo di aggrapparci alle prime pagnotte o a due pesciolini condivisi, pensando che il nostro mondo interiore—e la nostra carne—si possa accontentare di questo. Ci riempiamo di esperienze, di talenti, di successi, di competenze, forse anche di relazioni e di buone azioni… e dopo le prime inebrianti e pur autentiche esperienze di comunione riemerge, doloroso, il grido del cuore: desidero di più, ciò che ho ricevuto non mi basta! (…)

“Ci hai fatti per te, e il nostro cuore non trova pace fino a che non riposa in te” (sant’Agostino). La preghiera di richiesta, dunque, è paradigma della nostra verità. Siamo abitati da un tesoro divino, che ci è stato dato in dono, ma che ha le caratteristiche di una indicibile nostalgia. Solo Dio, con il Suo Spirito, può colmare la misura del nostro desiderio di Lui. (Don Luca Garbinetto)

Per riflettere

Quali sono le situazioni e i sentimenti che porti oggi davanti al Signore? Che cosa ti limita nel chiedere agli altri e a Dio? In quali occasioni hai sperimentato l’essere creatura nelle mani di Dio?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi