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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 27 Luglio 2025

Domenica 27 Luglio 2025 - XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 11,1-13

Data:

Pregare è anche un allenarsi a benedire, cioè un dire – e quindi un pensare – meglio, nel meglio e per il meglio: guardare bene, riconoscere il bello, promuovere il meglio, anelare all’ottimo. Per sé e per gli altri, con una certa insistenza. Pregare è azione dello Spirito Santo, che non smette di animare i nostri santi propositi. Pregando, accogliamo la Misericordia di Dio che nutre i nostri desideri di perdono.

Infatti preghiamo il Padre affinché non sprofondiamo nella tentazione della vendetta che ricambia male per male, del disfattismo di chi vede solo cattiverie ed è incapace di inventare vie d’uscita, e dell’egoismo che rinuncia a intercedere per chi ne ha maggiore bisogno, magari perché intrappolato in una spirale di odio. La preghiera eleva a Dio e va in soccorso a chi ne ha più bisogno.

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E così, come Abramo che spera insistentemente che il bene possa aver casa persino in una città considerata ormai perduta, chi prega chiede, bussa, cerca per diventare una persona capace di intercedere, di perdonare, di ringraziare. Chi prega non si arrende allo sfruttamento, all’oppressione, alla guerra. Sa, anzi, che non sono inevitabili. Pregare disarma: è resistenza.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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