Gesù parla, con parole molto dure, di quegli uomini a cui piace vantarsi come giusti: i farisei, i dottori della legge, che dicono le cose giuste, ma che fanno il contrario.
Questo tipo di persone è pieno di vanità, di orgoglio, ama il potere, il denaro. E sono «ipocriti» perché vogliono invece apparire come i più rispettabili, fedeli alle norme religiose e della società civile. Si ritengono e vogliono essere ritenuti dalla parte giusta. Non sentono il bisogno di convertirsi, di chiedere perdono.
- Pubblicità -
“Guide cieche” le chiama Gesù, nella migliore delle ipotesi non si rendono conto del male che fanno, nella peggiore lo fanno intenzionalmente con il cuore pieno di menzogna. Questa, diceva Papa Francesco, è la “finta” della santità. È un atteggiamento contro il quale Gesù ha usato sempre parole molto chiare. Egli infatti preferiva «mille volte» i peccatori agli ipocriti.
Almeno «i peccatori dicevano la verità su loro stessi: “Allontanati da me Signore, che sono un peccatore!”» (Lc 5, 8). Un riconoscimento che invece non affiora mai sulla bocca degli ipocriti, i quali dicono: «Ti ringrazio Signore, perché non sono peccatore, perché sono giusto» (cfr. Lc 18, 11).
Per Riflettere
State attenti voi davanti ai rigidi. State attenti davanti ai cristiani—siano laici, preti, vescovi—che si presentano così “perfetti”, rigidi. State attenti. Non c’è lo Spirito di Dio lì. Manca lo spirito della libertà. E stiamo attenti con noi stessi, perché questo ci deve portare a pensare nella nostra vita. Io cerco di guardare le apparenze soltanto? E non cambio il mio cuore? Non apro il mio cuore alla preghiera, alla libertà della preghiera, alla libertà dell’elemosina, alla libertà delle opere di misericordia? (Papa Francesco, omelia a casa Santa Marta, 16 ottobre 2018)
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
