- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 24 novembre 2025

Questo è un brano del Vangelo che illumina e ci restituisce un’immagine vera di quella Santità che si manifesta solo attraverso una vita donata al prossimo. Lo scopo non è tanto quello di sottolineare il contrasto tra ricchi e poveri, tra chi possiede molti beni e chi ha poco.

Le parole di Gesù vogliono piuttosto enfatizzare una radicale e stridente antitesi tra il superfluo e il necessario, tra chi si maschera da benefattore e coloro che portano veramente la veste della carità, tra quelli che possono donare qualcosa e quelli che invece sono disponibili a donarsi, tra quelli che occasionalmente fanno un’opera buona e quanti che fanno della propria vita un’opera buona.

- Pubblicità -

Oggi come allora le piccole cose sfuggono al nostro sguardo. Ma ciò che appare piccolo e privo d’importanza, molto spesso, costituisce il fondamento dell’opera di Dio che può accrescere la nostra santità personale. La generosità di quella povera vedova è un monito per tutti coloro che si professano discepoli di Cristo che abbracciano la sua misericordia e carità.

È possibile donare molte cose, come i ricchi “che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio” (Lc 21, 1), ma niente di tutto ciò avrà effettivo valore se ci limitiamo soltanto a dare ciò che ci avanza, senza amore e senza spirito di generosità, senza offrire noi stessi per il nostro prossimo.

Per Riflettere

L’incontro con Dio ha veramente cambiato la mia vita? Sono disposto a donare più di quello che possiedo? Solo provando a ridurre il superfluo dalla nostra vita potremmo comprendere e vivere completamente l’esperienza della misericordia e della carità.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi