I Giudei discutono “aspramente” sulle parole di Gesù perché vogliono interpretarle con la testa, razionalmente. Le parole di Gesù vanno interpretate con il cuore, devono arrivare lì. La parola di Gesù è la parola d’amore che vuole la nostra conversione.
I dottori della legge, gli “ideologi”, riducono tutto al ragionamento, ma con l’ideologia non si capisce niente del vangelo: tutto viene interpretato nel senso del dovere piuttosto che nel senso di quella conversione alla quale ci invita Gesù.
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La strada dell’amore, la strada del Vangelo è semplice, è la strada dell’umiltà, del cuore, della bellezza. Carne e sangue: Gesù è molto esplicito, è chiaro il riferimento all’eucaristia. Se le sue parole avessero avuto un significato metaforico, Gesù avrebbe potuto calmare i Giudei; invece insiste in questa unione col Padre “io vivo per il Padre” e “colui che mangia me, vivrà per me”.
Egli si dona nel suo sacrificio d’amore perché la nostra vita sia piena. Non è più la manna mangiata dai padri: il pane che si deve mangiare è la carne di Gesù per poter entrare in intima comunione con Lui. Effetto del nutrimento eucaristico è la vita vissuta in comunione e intimità con Cristo.
Per Riflettere
Ci rendiamo veramente conto del miracolo che si compie ogni giorno su tutti gli altari del mondo? Sentiamo intimamente e profondamente la presenza di Cristo, del suo corpo e del suo sangue? Se lo capissimo davvero, come dice San Pio da Pietralcina, le chiese sarebbero stracolme. Riconosciamo il grande dono che Cristo fa del suo corpo e del suo sangue, della sua “presenza” fino alla fine del mondo su tutti gli altari del mondo.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
