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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 23 Luglio 2025

Seguire Gesù è “rimanere” in Lui. Le esperienze temporanee, estemporanee, basate sulla emotività del momento non bastano. Si tratta di fare una scelta di cambiamento del nostro modo di vivere e di stare con gli altri. Significa, innanzitutto, ascoltare la sua Parola con cuore aperto ed essere sempre pronti ad imparare.

Scegliere di rimanere, facendoci “tralcio”, ci rende fecondi: è grazie a questo “stare” che impariamo ad amare come ha fatto Gesù.

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Non si tratta di un invito alla passività o a rifugiarsi nelle proprie sicurezze, a preservarsi e conservarsi. A partire dalla nostra esperienza di Figli siamo, al contrario, chiamati a metterci in discussione, per crescere e rinnovarci: sono le “potature” di cui parla il brano, necessarie, anch’esse, per poter spendere con coraggio e senza remore la nostra vita.

Quando restiamo uniti a Gesù, attingendo da lui con la fiducia e umiltà dei tralci innestati alla vite, ci apriamo ad un dialogo profondo con Dio Padre e diventiamo parte del circolo di amore tra il Padre ed il Figlio: si apre per noi lo spazio per chiedere senza paura, sapendo che siamo destinati alla vita vera, quella che porta frutti buoni.

Per riflettere

In questo periodo, sei capace di esserci e di essere presente nelle relazioni, vivendole con costanza e impegno? Riesci a portare nelle relazioni quello che vivi con il Signore? Come vivi la dimensione filiale? Accetti di farti nutrire e sostenere? Riesci ad aspettare il tempo dei frutti? Qual è quel cambiamento (“la potatura del brano”), magari faticoso ma necessario, a cui senti di doverti aprire, anche poco alla volta?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi