Tra le immagini più significative per dire la genitorialità di Dio c’è quella del giardiniere. Infatti, come ha intitolato un suo libro Christophe Boureux, “Dio è anche giardiniere”.
In questa immagine c’è anche la relazione tra il Figlio e il Padre: la vite vera e chi si prende cura della vigna. Ci troviamo davanti a un intreccio di tralci. Non tutti, però, sono innestati. C’è chi pretende di bastare a sé stesso, e si secca.
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C’è chi porta un po’ di frutto, ma ha bisogno di essere potato, purificato. E c’è chi, già purificato, porta molto frutto. Il vangelo di oggi è un appello alla consapevolezza che i tralci che costituiscono la vite – le battezzate e i battezzati che costituiscono il Corpo di Cristo – siamo noi.
E siamo tali in virtù di quell’innesto che solo – in virtù dello Spirito di Dio che abita in noi – può portare molto frutto. Restare innestati ci rende così discepoli, che hanno imparato dal Figlio a incarnare la Parola. Il giardiniere, con pazienza e premura, attende che la sua vigna maturi e che il frutto si faccia vino buono, vino della vera vite, che dà vita al mondo.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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