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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Luglio 2025

Nel lutto che Maria sta vivendo compaiono angeli. Non sono Gesù risorto, l’amato, non sono il ritrovamento di una fonte affettiva solida, ma sono già due angeli, una parola passante, una domanda. (…) Maria ha il coraggio di rispondere, si mette in gioco. Maria dice il suo desiderio, e questo apre al passaggio successivo. (…) Gesù è già lì, Maria ce l’ha davanti agli occhi, ma non sa che è lui—e se non lo sa è come se non ci fosse. Non dobbiamo sopravvalutare il fatto di sapere. È importante, invece riconoscere—che non è uguale a sapere—o almeno nominare, avere un nome.

Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». È interessante notare che la domanda di Gesù è solo apparentemente uguale a quella degli angeli (…) ma poi fa la domanda precisa: chi cerchi?—Non che cosa cerchi. Gesù rende personale, sposta verso il nome, porta Maria verso la consapevolezza che ciò che può aver cura del nostro passaggio sono solo le persone, non le cose.

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“Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo»”. Qui c’è tutto il mettersi in gioco di Maria: «Tu dimmi, indicami una strada, poi faccio io…». (…) “Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!»—che significa: «Maestro!»”. (…) Poi un versetto che suona come una coltellata: “Gesù le disse: «Non mi trattenere»”. Maria è rimasta lì, esposta e piangente, ha espresso il suo desiderio, voleva soltanto stare lì… (…) Eppure in questo «non mi trattenere» c’è una dinamica molto profonda e seria: non c’è nessuna relazione al mondo che si possa possedere, non c’è nessun desiderio che possa essere esaudito da un possesso. (…) Stringere distrugge, imprigiona.

Maria riceve, insieme al suo desiderio, una responsabilità: “Va’ dai miei fratelli e di’ loro…”. Maria va e dice «Ho visto il Signore!» e riferisce ciò che Gesù le ha detto, cioè assume insieme desiderio e responsabilità e li offre come un tessuto, perché i discepoli possano dire «noi» e uscire insieme dal cenacolo. Questo è il nucleo del Risorto: il suo precederci in Galilea, cioè l’assicurarci che non lo troviamo soltanto vicino ad una tomba, ma in ogni terra straniera; in ogni Galilea delle genti in cui andiamo, lui è già là e da lui possiamo ricevere il nostro nome, relazionarci a lui e riceverne una responsabilità e un desiderio. (Stella Morra)

Per riflettere

Dove cercare il Volto del Signore Risorto? Spesso cediamo alla tentazione di “vederlo” in maniera miracolistica. Quali sono le vie che si debbono percorrere per giungere a Lui? Dopo l’incontro col Signore, Maria di Magdala ne sarà la prima testimone. Un esempio che dice a tutti noi che il Risorto non è qualcosa che si possa definire, ma soltanto sperimentare prima di poterlo “annunciare”. Che rapporto viviamo tra la nostra vita e l’annuncio del Vangelo? (Rosanna Vergili)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi