Gesù presenta il paragone della vite.
Le persone sono come una vite che Dio piantò con molta tenerezza, ma la vite non corrisponde a ciò che Dio si aspettava: invece di uva buona produce un frutto acerbo che non è buono a nulla. Gesù è la nuova vite, la vera vite. La potatura è dolorosa, ma necessaria, purifica la vite in modo che cresca e dia più frutti.
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Gesù spiega ed applica la parabola: i discepoli sono già puri, sono stati già potati dalla parola che udirono da Gesù. Dio opera la potatura in noi mediante la sua Parola. “Io sono la vite e voi i tralci” non ci parla di due cose distinte, come se ci fosse da un lato la vite e dall’altro i tralci.
La vite non esiste senza i tralci. Noi siamo parte di Gesù, Gesù è il tutto. Affinché un ramo possa produrre frutto deve essere unito alla vite; solo così riesce a ricevere la linfa.
Per riflettere
Rimanete nell’amore; il nostro modello è quello che Gesù stesso visse nella sua relazione con il Padre: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore!”. Dobbiamo rimanere in lui e le sue parole devono rimanere in noi. Ciò che più vuole il Padre è che diventiamo discepoli e così produciamo molto frutto.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
