Possiamo interpretare questo passo come il cammino di ogni anima verso il suo Signore. Nell’Antico Testamento è già presente il tema dell’unione nuziale di Dio con il suo popolo e Gesù, lo sposo, la realizza in pienezza.
Il Padre invita ogni anima alle nozze, i servi non sono altro che i profeti e tutti coloro che richiamano e ricordano a quale grandezza Dio ci vuole innalzare. Molto spesso siamo molto indaffarati e impegnati nei nostri miseri orticelli per accogliere i richiami alla festa di nozze.
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La futilità e vacuità dei nostri motivi di rifiuto evidenziano l’incapacità a guardare in alto, a sollevare lo sguardo (Os 11, 7); eppure l’invito è un dono gratuito, indipendente dai nostri meriti, ed a noi è solo richiesto di partecipare con l’abito nuziale, un gesto semplice di adesione. Dio, Onnipotente, non può salvarci se noi non lo vogliamo.
Per riflettere
Quanto sono docile all’ascolto della parola e di coloro che mi richiamano dalle mie strade sbagliate? Donami Signore, come a Salomone, un cuore che ascolta (1Re 3, 9).
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
