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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 21 Agosto 2025

Commento al brano del Vangelo di: Mt 22,1-14

Data:

Molti sono chiamati a lasciarsi divinizzare nella festa dell’amore di Dio. A ben vedere, tutti: prima gli invitati rivelatisi indifferenti e persino ostili, che pur di non venire uccisero chi aveva portato loro l’invito; poi gente di ogni sorta, raccattata per strada, buoni e cattivi. Tutti invitati, a prescindere dal loro passato, perché ciò che importa è adesso: il desiderio di fare festa insieme. Dio oggi vuole fare festa con tutti e quindi fa invitare tutti.

Ma non tutti coloro che accettano l’invito sono davvero riconoscenti del dono ricevuto. Chi non lo è viene rappresentato dalla parabola come «un uomo che non indossava l’abito nuziale». Non penso per modestia, né per povertà: presumo che il sovrano non abbia badato a spese, e abbia regalato volentieri un abito adeguato anche a chi non se lo sarebbe potuto permettere. Forse quel tizio è entrato solo per sfida, senza voler veramente partecipare insieme agli altri, ma tanto per criticare coloro che giudicava indegni, a partire dal re che ha invitato chi non se lo meritava. “È ingiusto! Fa a tutti lo stesso invito, senza nemmeno posti riservati per i più meritevoli! Non è meritocratico!”

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E a notare il bastian contrario è proprio il re: spetta unicamente a lui il giudizio. Quell’altro era fisicamente dentro, ma spiritualmente fuori dalla festa che implica il gioire gli uni per gli altri. Come se quel tipo avesse fatto la comunione pur senza voler essere in comunione con gli altri, ma anzi tenendosene deliberatamente fuori. Quasi un imbucato a scrocco, senza alcun cenno di riconoscenza. Il re non caccia i cattivi, ma solamente chi ha scelto di presentarsi senza la nuova veste. Chi sceglie di restare macchiato, sporco, pur avendo la possibilità di potersi lavare. Chi è totalmente fuori luogo.

Insomma, essere battezzati, entrare in Chiesa e andare a Messa, insomma, non garantisce di per sé la felicità eterna, se ogni occasione viene vissuta non per lasciarsi amare da Dio e far festa, bensì per mormorare e sparlare, sentendosi superiori agli altri. E noi, con quale abito scegliamo di presentarci davanti al Signore? Con quello della lamentela o della gratitudine?

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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