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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 novembre 2026

Il Vangelo di oggi ci presenta un’immagine profondamente consolante di Gesù: colui che accoglie, che non respinge nessuno e che desidera custodire ogni persona affidata a Lui.

Le parole «colui che viene a me, io non lo caccerò fuori» esprimono una promessa di accoglienza senza condizioni. Gesù non chiede di essere perfetti per poterci avvicinare a Lui; ci invita semplicemente a venire, così come siamo, con le nostre fragilità, le nostre paure e le nostre domande.

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Gesù afferma inoltre di essere venuto nel mondo non per compiere la propria volontà, ma quella del Padre. In questo riconosciamo il cuore della sua missione: donare se stesso per amore e accompagnare ogni persona verso la salvezza. La volontà del Padre è infatti che nessuno vada perduto. È una frase che rivela quanto ogni persona sia preziosa agli occhi di Dio: nessuno è dimenticato, nessuno è considerato irrilevante, nessuno è escluso dal suo amore.

Questa promessa assume un significato particolare anche quando attraversiamo momenti di smarrimento, dolore o solitudine. Può capitare di sentirsi lontani da Dio, di pensare di non essere abbastanza, oppure di avere paura di aver sbagliato troppo. Il Vangelo ci ricorda invece che possiamo sempre tornare: la porta rimane aperta e Gesù non ci respinge.

Il testo parla anche della vita eterna e della risurrezione. La fede cristiana ci invita così a guardare oltre ciò che vediamo e sperimentiamo nel presente, affidandoci alla promessa di Dio. Credere in Gesù non significa non avere più dubbi o difficoltà, ma scegliere di fidarsi di Lui anche quando non comprendiamo tutto.

Siamo custoditi da un amore più grande delle nostre fragilità. Gesù ci chiede di accogliere questo dono e, allo stesso tempo, di imparare a vivere con gli altri la stessa logica dell’accoglienza, senza escludere, giudicare o abbandonare chi è più fragile.

Per Riflettere

«Colui che viene a me, io non lo caccerò fuori»: quanto ci lasciamo accogliere da Dio? E noi sappiamo accogliere gli altri senza giudicarli? Chi, nella nostra vita, ha bisogno oggi di sentirsi accolto, ascoltato e non abbandonato?

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi