Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 19 Gennaio 2023

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Sono sette i luoghi nominati, numero altamente simbolico nella Bibbia che indica la completezza. Significa che tutti accorrono a Cristo, che si è fatto rapidamente conoscere con la novità della sua predicazione. Questo sembrerebbe un bene, perché allora Gesù sembra cercare una scappatoia, una barca per allontanarsi e non farsi schiacciare?

Perché Egli è consapevole che ciò che attrae la maggior parte delle persone è la prospettiva di una guarigione facile, l’idea che “gettandosi” su di lui si possa trovare velocemente la soluzione ai propri mali. Ma questo non è il nocciolo del suo insegnamento, e Cristo, pur incontrando tutti nella loro fragilità, non si piega a questa logica del perdono facile.

L’immagine degli spiriti impuri che si gettano ai piedi di Gesù è interessante, perché potrebbe sembrare che essi abbiano già capito tutto di Cristo, più di tutti gli altri, al punto che lo chiamano Figlio di Dio. Non si capisce, quindi, perché Gesù imponga loro di tacere. L’intento dei demoni è quello di “bruciare il terreno” a Gesù, rivelando a tutti, ad alta voce, quello che invece può manifestarsi solo nel silenzio della sua morte sulla croce. Al Signore non interessa tanto essere declamato, quanto essere riconosciuto nella sua realtà di Dio che si dona per gli uomini.

Così gli spiriti impuri rappresentano la fede solo ideologica di chi dice di conoscere Gesù ma in realtà non ne fa esperienza e addirittura impedisce ad altri di farla, coprendo tutto con la propria voce. Gesù prende le distanze da questo tipo di atteggiamenti e ci richiama ad un’esperienza di fede più vera, che non grida e non guarisce il cuore in un istante, ma lavora nel silenzio e nella costanza per portare ad una reale cambiamento di vita.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

I commenti sono curati da Marta e Enrico Puglisi