È un brano brevissimo ma di un’intensità straordinaria, in cui Luca ci mostra Gesù che cammina di città in villaggio annunciando il Regno. Infatti questi tre versetti contengono qualcosa di rivoluzionario per il tempo in cui furono scritti: alcune donne seguono Gesù, camminano con lui di città in città, sono parte integrante del gruppo dei suoi discepoli.
Non erano ospiti occasionali: «lo servivano con i loro beni». Contribuivano economicamente al gruppo, mettevano a disposizione le loro risorse. Luca le nomina: Maria di Màgdala, Giovanna moglie di Cuza, Susanna… donne con nomi e storie proprie, non figure anonime sullo sfondo.
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Un altro fatto fondamentale da sottolineare è che il seguito di Gesù si conferma tutt’altro che un club di perfetti, ma una comunità di guariti. Quelle donne non si mettono in cammino per dovere, ma per pura gratitudine: avendo sperimentato la liberazione e la guarigione profonda da parte di Gesù, materiale o spirituale, decidono di investire la propria vita, le proprie energie e i propri beni per sostenere la sua missione.
È da lì che nasce il desiderio vero di dare: non dal senso del dovere, non dalla generosità astratta, ma dalla memoria viva di essere stati aiutati. Chi ricorda da dove è stato tirato fuori, cammina con gratitudine.
Per Riflettere
Chi sono le persone che servono in modo silenzioso e invisibile intorno a me? Le riconosco e le ringrazio?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
