NON TORNARE SCHIAVA DI CIÒ DA CUI GESÙ TI HA LIBERATA
Gesù percorre città e villaggi annunciando la Buona Notizia. E non lo fa da solo.
Con Lui ci sono i Dodici, ma anche molte donne. Donne che Gesù ha incontrato, guarito, liberato e che ora camminano con Lui.
- Pubblicità -
Non sono semplicemente spettatrici. Sono discepole. Sono compagne nell’annuncio. Servono Gesù con ciò che sono e con ciò che possiedono.
E qui il Vangelo diventa provocatorio.
Quelle donne, dopo essere state liberate da Gesù, non tornano alla condizione dalla quale Lui le ha tirate fuori.
La liberazione di Cristo non è soltanto essere guariti da una ferita interiore. È imparare a vivere da persone nuove: non più sottomesse, non più schiacciate, non più considerate inferiori, non più prigioniere dello sguardo o del potere degli altri.
Maria Maddalena, Giovanna, Susanna e le altre hanno imparato una cosa fondamentale: quando Gesù ti libera, ti restituisce dignità e ti rende capace di servire e di evangelizzare.
Il discepolo impara da Gesù proprio così: stando con Lui, lasciandosi trasformare da Lui e mettendo la propria vita a servizio del Vangelo.
Ma allora la domanda è inevitabile:
Perché tante persone, dopo essere state liberate da Dio, tornano volontariamente nelle loro vecchie schiavitù?
- Pubblicità -
Perché tornare a dipendere da chi ci umilia?
Perché continuare a vivere chiedendo il permesso di essere ciò che siamo?
Perché accettare ancora relazioni che ci tolgono dignità?
Perché confondere l’amore con la sottomissione?
Gesù non libera una donna perché diventi schiava di qualcun altro.
La libera perché possa stare in piedi.
La libera perché possa amare senza perdere se stessa.
La libera perché possa servire senza essere serva.
La libera perché possa annunciare senza sentirsi inferiore.
E forse oggi il Vangelo ci dice una cosa scomoda:
Se Cristo ti ha liberata, non tornare a vivere come una schiava.
Non tornare dove hai dovuto spegnere la tua voce.
Non tornare dove hai dimenticato il tuo valore.
Non tornare dove per essere amata hai dovuto rinunciare alla tua dignità.
La libertà ricevuta da Cristo diventa responsabilità.
E una donna veramente liberata non tiene la libertà soltanto per sé: diventa, a sua volta, strumento di liberazione per altre donne.
Questo è il Vangelo che cammina per le strade: uomini e donne insieme, discepoli insieme, liberati insieme, chiamati insieme ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.
Il Vangelo non ci libera per tornare indietro.
Ci libera per camminare avanti.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
