Gesù torna sul tema del possesso e lo fa con una chiarezza che sconcerta anche i discepoli. Gesù li ha scelti tra i poveri, ma essi stessi si stupiscono quando Gesù chiude ai ricchi le porte del Regno di Dio. Sembra quasi che Gesù si penta della sua durezza e, di fronte al loro essere confusi, lasci, nelle mani di Dio, uno spiraglio.
Quanti tra noi possono sinceramente affermare di non rincorrere nella vita una posizione migliore, un punto più in alto, una prospettiva più sicura? Siamo tra quei primi che saranno ultimi: quando ci troveremo davanti al trono di Dio quanto sarà lunga la fila di quelli che ci precedono e che oggi sono in fondo alla scala.
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È davvero una parola dura quella che pronuncia Gesù: passare dalla cruna dell’ago è passare dalla porta stretta che troppi fardelli non ci consentiranno di attraversare. Ma a Dio tutto è possibile. Solo confidando nella Sua misericordia possiamo trovare la forza per rinnovare ogni giorno la nostra speranza.
Per Riflettere
Di cosa non riusciamo davvero a liberarci? Vogliamo provare a metterci nelle mani di Dio, ad affidarci, almeno per un momento, completamente a Lui? Il Signore ci invita ad usare le nostre ricchezze per fare si che coloro che incontriamo possano un giorno mettere per noi una buona parola davanti a Lui. Riusciamo così a dare un senso alla nostra vita?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
