L’episodio, proposto in questo brano del Vangelo di Matteo, si conclude con il versetto 22 che dice: โUdita questa parola, il giovane se ne andรฒ, triste; possedeva infatti molte ricchezzeโ. Vale la pena tenerne conto.
Un giovane si avvicina a Gesรน, chiamandolo โmaestroโ: รจ mosso da un’inquietudine interiore, ma ha fiducia che Gesรน possa dare una risposta alla domanda che ritiene fondamentale: ยซChe cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?ยป. La domanda rivela la convinzione del giovane di potersi salvare con le sue forze, di aver assicurata la vita eterna, se farร quello che gli verrร indicato da Gesรน.
ร molto bello che all’inizio della sua risposta Gesรน parli di โvitaโ e non di โvita eternaโ: la vita รจ unica, acquista via via una maggiore pienezza. Indica poi come strumento per entrare nella vita l’osservanza dei comandamenti; vengono citati quelli che riguardano la relazione con il prossimo.
Gesรน sapeva che il giovane avrebbe risposto che tutte queste cose le aveva sempre osservate, ma voleva provocare la domanda ยซChe altro mi manca?ยป. ร proprio questo sentire che gli manca qualche cosa che rende inquieto il giovane. E Gesรน indica la necessitร di donare tutto.
C’รจ un salto di qualitร : si passa dall’obbedienza alla legge per dovere alla gratuitร del dono nella prospettiva dell’amore. Le parole di Gesรน sono radicali al punto che il giovane ricco se ne va triste. Puรฒ darsi che a quel giovane occorra tempo per capire che non di tratta soltanto di realizzare cose, ma di ricercare l’incontro con Uno che ci ama.
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Per riflettere
La strada verso la perfezione indicata da Gesรน รจ ardua. Il passo decisivo รจ capire che quanto possediamo deve servire per metterci in relazione con gli altri, per rispondere alla chiamata ad amare.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
