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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2025

Gesù all’inizio di questo brano richiama la legge del taglione che regola il modo di fare giustizia, impedendo una reazione eccessiva. Si scorge il limite della norma “occhio per occhio” e “dente per dente”: non è possibile realizzare una vera giustizia e tantomeno giungere alla pace in punta di diritto.

Infatti, Gesù, con il suo “Ma io vi dico…” propone una prospettiva molto diversa, riconducendo il problema al rapporto fra persone. “Non opporti al malvagio” non significa accettare il male compiuto, ma riconoscere in chi lo compie un uomo da amare. Se di fronte a un’azione violenta si risponde con un’azione altrettanto violenta, il male nel mondo cresce. Essere capaci di sopportare un torto subito richiede forza, ma è anche un’esperienza di libertà.

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La legge riconosce il male e lo sanziona, ma il male rimane. Negli esempi di superamento del male proposti da Gesù sono significativi i verbi usati per indicare l’atteggiamento di chi si pone nell’ottica dell’amore: porgere, lasciare (nel senso di donare), accompagnare, dare, non voltare le spalle.

Un’ultima osservazione: i versetti su cui ci siamo soffermati, risultano preparatori a quanto è scritto subito dopo nel Vangelo di Matteo: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli”. La legge dell’amore si amplia sempre di più.

Per riflettere


Non è facile talvolta essere capaci di rispondere senza durezza ad alcune provocazioni. Forse è ancora più difficile evitare, dopo un episodio di incomprensione con qualcuno, che si crei in noi un pregiudizio nei suoi confronti, che potrebbe impedire anche in seguito un dialogo aperto, senza riserve.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi