Può sembrare strana questa frase: «E a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello». Il mantello viene indossato sopra la tunica, non sotto. Sarebbe quindi più logico invitare a lasciare anche la sottostante tunica a chi chiedesse il mantello, non il contrario.
Ma l’evangelista Matteo ben sapeva che, nel contesto giuridico dell’epoca, il mantello non poteva essere pignorato; quantomeno, doveva essere restituito per la notte. Era l’unico riparo contro il freddo, nel caso si fosse rimasti senza altri vestiti.
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Ecco perché il vangelo suggerisce di lasciare proprio ciò che non poteva essere legalmente richiesto: in un gesto profetico, smaschera l’avidità dell’oppressore e ne mette a nudo l’ingiustizia. Della serie: di fronte a chi ti vuole ridurre in mutande, resta proprio integralmente nudo. Sia mai che, turbato da cotanta oscenità, si renda conto della propria e ci ripensi…
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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