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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 16 giugno 2026

L’insegnamento sull’amore dei nemici è il culmine della radicalità del Vangelo. Amare è già difficile quando il sentimento è reciproco. Ma amare chi ci odia, pregare per chi ci perseguita—questo è impossibile per la natura umana senza la grazia di Dio.

Eppure Gesù lo comanda. Perché? Perché in questo modo diventiamo “figli del Padre nostro che è nei cieli”. La paternità divina si manifesta nell’abilità di amare incondizionatamente, di concedere il bene anche a chi non lo merita. Il sole sorge sui cattivi e sui buoni, la pioggia cade sui giusti e sugli ingiusti—la natura stessa testimonia l’amore universale del Creatore.

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Se amiamo solo chi ci ama, siamo come i pubblicani e i pagani—non c’è nulla di straordinario. Ma se amiamo il nemico, diventiamo simili a Dio. Il comandamento culmina con: “Siate dunque perfetti, come è perfetto il Padre vostro”. La perfezione cristiana non è morale astratta, ma la capacità di amare come Dio ama. È un insegnamento che ci mette di fronte all’insufficienza della nostra forza morale e ci rimanda completamente a Dio, alla sua grazia, al suo Spirito Santo che solo può trasformare i nostri cuori.

Per Riflettere

Chi è il mio nemico oggi? Come posso trasformare il rancore in preghiera, l’odio in amore, con l’aiuto della grazia di Dio?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi