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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 16 Agosto 2024

Il coraggio di Gesù di parlare con chiarezza dell’atto di ripudio della propria moglie come aveva ordinato Mosè, ci invita a riflettere sul divorzio. L’amore, la relazione tra le persone non possiamo guardarla solo come un’ opportunità per stare bene, per soddisfare un bisogno relazionale interessato. Gesù è molto chiaro quando dice che se ripudiamo l’altro in una relazionale sponsale commettiamo adulterio.

Gesù vuole aiutare i farisei che volevano metterlo alla prova a fare un salto di qualità, poiché l’amore è relazione e non interesse. Tuttavia questa dinamica relazionale non è priva di dolore o di fatica, ma questo non ci dà il permesso di uscire dalla relazione, poiché in questo modo usciamo dal progetto di Dio sull’uomo.

Gesù dice all’inizio non fu così, e che Mosè ha ordinato di dare alla moglie l’atto di ripudio per la durezza del cuore. Pertanto la relazionale sponsale, ma anche la relazione in senso più ampio, nell’ambito lavorativo, amicale, è la nostra opportunità per amare sull’esempio del Maestro che ha donato tutto. Questo non vuole dire che non possiamo sbagliare, ma possiamo provare ad amare sapendo che il Signore non ci lascia da soli.

Per riflettere

Come consideriamo l’idea del matrimonio? Siamo convinti che il matrimonio cristiano è un Sacramento? Cosa pensiamo dell’indissolubilità? La vediamo come una caratteristica indispensabile da vivere con l’aiuto di Dio o, come i farisei, pensiamo che ripudiare il proprio marito o la propria moglie sia una scelta lecita?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi