Troppe volte riduciamo la questione dell’indissolubilità del matrimonio solo al popolo di chi è a favore o al popolo di chi vi è contrario, ma sarebbe bello per un cristiano sostare davanti alla spiegazione che Gesù dà:
“«Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola”.
Dovrebbe farci riflettere che Gesù parlando dell’amore tra due persone ce ne parli come la possibilità di essere talmente tanto uniti da essere una sola cosa.
Non è una tossica via fusionale, in cui l’uno si confonde con l’altro, ma la straordinaria via di sentire che l’altro è parte di me, è la cosa più cara di me, è ciò che più rende concreto l’amore di Dio nella mia vita.
Credo che ognuno debba pur credere che nella vita esista un amore così affidabile, talmente tanto buono da poterci fondare il per sempre della propria vita. Ovviamente si può cadere, sbagliare, rovinare, ma non si può partire dal presupposto che non esiste un amore affidabile. È su questa base di affidabilità che Gesù conclude:
“Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”.
Non si tratta quindi di colpevolizzarci se siamo incappati in un fallimento relazionale, ma di non manomettere una verità che Gesù ha espresso con una chiarezza cristallina.
Autore: don Luigi Maria Epicoco
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