Ecco la posizione di Elisabetta, diametralmente opposta a quella di chi dirà in futuro: “Non è costui il figlio del falegname?”. Elisabetta sente il sussulto di suo figlio, percepisce che è alla presenza di Qualcosa verso cui il suo corpo, il corpo di suo figlio si muove, Qualcosa che desidera e attende con gioia.
Maria è portatrice di questo Qualcosa: ma non è lei il termine del desiderio di Elisabetta, è il Salvatore che porta in sé. Anche nella nostra quotidianità il Signore si mostra facendo sussultare il nostro cuore tramite parole, incontri e persone.
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Non sono loro il termine di ciò che desideriamo e abbiamo bisogno, ma sono il mezzo attraverso cui il Signore ci raggiunge. Guardiamo dunque con attesa e curiosità la realtà intorno a noi, perché attraverso essa ci raggiunge il Signore. Oltre a vedere il Signore noi possiamo anche essere suoi testimoni.
Maria dice: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente” e racconta del modo in cui il Signore ha trasformato la sua vita e quella delle persone prima di lei. Possiamo essere testimoni di Dio in misura di quanto facciamo memoria delle meraviglie che egli ha compiuto nella nostra vita.
Per riflettere
Come l’incontro con Gesù a trasformato la mia vita? Per quali cose e per quali persone lo voglio ringraziare?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
