Nella prima parte del brano del Vangelo di oggi viene alla mente il fratello maggiore della parabola del padre misericordioso che non vuole perdere il primo posto. โSono tanti anni che non ho mai trasgredito alcun tuo comandamento, eppure non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amiciโ (Lc 15, 29).
Infatti, se non amiamo il fratello che sbaglia, perchรฉ รจ imperfetto come tutti gli uomini, detestiamo il Padre che perdona il fratello, suo figlio, perchรฉ gli vuole infinitamente bene. Detestiamo il Padre e lasciamo da parte la giustizia e l’amore di Dio, come i farisei. Gesรน รจ contro la religiositร che nella pratica esteriore รจ perfetta, come se ci si dovesse difendere da un Dio giudice che ci siamo costruiti, un Dio che pretende, fatto a nostra immagine e non viceversa.
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La giustizia degli uomini รจ diversa dalla giustizia di Dio. Il legislatore รจ Lui e la Sua legge รจ l’amore. Lui รจ legislatore e Lui รจ giudice. Non c’รจ separazione di poteri quando si parla del vero amore.
Nella seconda parte del brano Gesรน riprende proprio questo argomento mentre si rivolge ai dottori della Legge. Hanno rifiutato la giustizia e l’amore di Dio e le loro leggi diventano pesi insopportabili. Che grande sfida per gli uomini rendere misericordiosa la giustizia, orientare al bene chi ha sbagliato, indipendentemente dalla gravitร dell’errore!
Per riflettere
Preghiera finale
Quando, rinchiuso in cella, rileggo le pagine della Passione di Cristo, scoppio nel pianto:
dopo ventinove anni di galera non ho ancora perduto la capacitร di piangere,
di vergognarmi della mia storia passata, del male compiuto.
Mi sento Barabba, Pietro e Giuda in un’unica persona.
Il passato รจ qualcosa di cui provo ribrezzo, pur sapendo che รจ la mia storia.
Ho vissuto anni sottoposto al regime restrittivo del 41-bis
e mio padre รจ morto ristretto nella stessa condizione.
Tante volte, di notte, l’ho sentito piangere in cella.
Lo faceva di nascosto ma io me ne accorgevo. Eravamo entrambi nel buio profondo.
In quella non-vita, perรฒ, ho sempre cercato un qualcosa che fosse vita:
รจ strano a dirsi, ma il carcere รจ stato la mia salvezza.
Se per qualcuno sono ancora Barabba, non mi arrabbio:
avverto, nel cuore, che quell’Uomo innocente, condannato come me,
รจ venuto a cercarmi in carcere per educarmi alla vita.
(preghiera di un condannato all’ergastolo, Via Crucis 10 aprile 2020, Piazza San Pietro)
AUTORE: Maggiorana e Lorenzo Mastropietro
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi



