- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 13 Marzo 2025

Nel brano di Matteo, Gesù offre ai suoi discepoli un insegnamento fondamentale sulla preghiera e sulla fiducia nella bontà di Dio. Riflettiamo sulla nostra relazione con Dio e con il prossimo.

Gesù inizia con tre imperativi: chiedete, cercate e bussate. Questi verbi indicano un atteggiamento attivo e perseverante nella preghiera. Chiedere, cercare e bussare sono azioni che esprimono il desiderio umano di entrare in relazione con Dio e di ricevere da Lui ciò di cui abbiamo bisogno. Gesù assicura che chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Questa promessa ci invita a confidare nella generosità e nella disponibilità di Dio a rispondere alle nostre preghiere.

- Pubblicità -

L’esempio del padre terreno che dà cose buone ai propri figli è utilizzato da Gesù per sottolineare la bontà infinita del Padre celeste. Se noi, pur essendo imperfetti, sappiamo dare cose buone ai nostri figli, quanto più Dio, che è perfetto, darà cose buone a coloro che gliele chiedono. Questo ci invita a fidarci della bontà di Dio e della sua volontà di provvedere ai nostri bisogni.

Il brano si conclude con la cosiddetta “regola d’oro”: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. Questa massima riassume l’essenza della Legge e dei Profeti, cioè l’insegnamento etico dell’Antico Testamento. Gesù ci invita a trattare gli altri con lo stesso rispetto e la stessa considerazione che desideriamo per noi stessi. Questo principio di reciprocità è alla base delle relazioni umane autentiche e giuste.

La preghiera non è solo una richiesta di beni materiali, ma un’espressione di fiducia nella bontà di Dio. La nostra preghiera deve essere perseverante e fiduciosa, sapendo che Dio conosce i nostri bisogni e desidera il nostro bene. La nostra relazione con Dio è strettamente legata alla nostra relazione con gli altri. Non possiamo separare l’amore per Dio dall’amore per il prossimo.

Viviamo una vita di preghiera fiduciosa e di relazioni giuste. Siamo chiamati a chiedere, cercare e bussare con perseveranza, confidando nella bontà di Dio, e a trattare gli altri con lo stesso amore e rispetto che desideriamo per noi stessi.

Per riflettere

Preghiamo, confidando nella bontà di Dio, e allo stesso tempo viviamo le nostre relazioni quotidiane, trattando gli altri con lo stesso amore e rispetto che desideriamo per noi stessi?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi