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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 13 dicembre 2025

Gesù e suoi discepoli stanno scendendo dal monte della Trasfigurazione. È stata un’esperienza esaltante e possiamo pensare trasfigurante dentro la vita dei tre discepoli che hanno seguito Gesù sul monte. Ci sono però ancora domande che devono trovare risposte convincenti.

Ci sono “perché” che fanno saltare convinzioni e tradizioni. Era opinione comune che il ritorno di Elia avrebbe preceduto l’arrivo del Messia. Si era in attesa di questo segno dando per scontato come doveva essere. Si era perciò messa in pausa la capacità di lasciarsi sorprendere da Dio e dal suo modo di condurre la storia. E quando non si ha più la capacità di lasciarsi sorprendere si assopisce l’attesa e si affievolisce il desiderio.

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Così Giovanni Battista è passato senza essere riconosciuto come quell’anticipo di una realtà nuova in arrivo e la sua presenza è diventata scomodante fino ad eliminarla.

Ci sono segni o segnali messi sul nostro cammino che possono essere letti solo se affiniamo lo sguardo dentro le novità che presentano. Un lavoro esigente in profondità per poter aderire alla realtà sempre nuova in cui ci giochiamo la vita.

In questo Avvento che ci fa pregustare ormai vicina la gioia del Natale, Gesù ci dice che la sua incarnazione non è solo festa e dolcezza ma totale assunzione di tutto ciò che, come Messia, sarà chiamato a vivere. Diceva Benedetto XVI: “Guardiamo alla grotta di Betlemme: Dio si abbassa fino ad essere adagiato in una mangiatoia, che è già preludio dell’abbassamento nell’ora della sua passione.

Il culmine della storia di amore tra Dio e l’uomo passa attraverso la mangiatoia di Betlemme e il sepolcro di Gerusalemme” (udienza generale del 21 dicembre 2011). Il nostro sguardo si prepari allora a contemplare il Bambino di Betlemme senza staccarsi dalla sua vita donata per amore che trova compimento nel mistero della sua morte e risurrezione.

Per Riflettere

Quali interrogativi sento risuonare in me ora che il Natale è più vicino? C’è qualcosa che ho “messo in pausa” (relazioni, sentimenti, azioni) e spegne la gioia di questo Natale?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi