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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 13 Dicembre 2024

Gesù e Giovanni, pur essendo parenti e nutrendo evidentemente grandissima stima l’uno per l’altro, hanno due modi molto diversi di vivere la notizia del regno di Dio. Il primo gira il mondo, parla con persone di ogni tipo, dai lebbrosi ai margini del villaggio ai capi religiosi e politici del popolo. Mangia, beve, “si contamina” con chiunque incontri.

Giovanni invece predilige il silenzio, la meditazione isolata e austera, la privazione del corpo. Due modi di vivere molto diversi, entrambi autentici nell’incarnare il regno dei cieli, che non è una configurazione fissa e predefinita, ma una realtà viva che si radica in ciascuno di noi e prende una forma diversa per ciascuna delle nostre diverse esistenze.

Qual è l’unica situazione in cui il regno dei cieli non può svilupparsi? Quella dell’indifferenza, quella dell’avere una scusa per ogni cosa, quello del non farsi andare bene niente in modo da avere sempre una ragione per potersi ritenere superiori e non doversi impegnare in prima persona. È una tentazione molto pericolosa, perché come tutte le peggiori tentazioni ci permette di crearci un alibi, di giustificarci.

Per esempio, invece di donare parte del mio tempo ed impegnarmi in un’attività di volontariato posso dire che la tale associazione fa cose inutili, il tale altro gruppo ha delle posizioni che non mi piacciono, con un altro gruppo ancora non ho tempo perché devo lavorare. Tra una scusa e l’altra non faccio niente, convincendomi magari di essere una vittima delle circostanze.

Per chi si comporta così il monito, oltre a quello del vangelo di oggi, si trova nell’Apocalisse (3, 15–16): «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca».

Per riflettere

Passo in rassegna gli alibi che mi invento per non dovermi confrontare con il mio egoismo, e cerco di capire quale di questi potrei provare a scardinare durante l’avvento.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi