In questo discorso pasquale Gesù sembra ripetersi, perché ci dice che chi lo ama osserva i suoi comandamenti e chi li osserva lo ama. Ma in realtà in tutto il Vangelo di Giovanni si parla di “osservare i comandamenti” e di “amare”.
Quali sono i suoi comandamenti da osservare? E chi dobbiamo amare? Ecco che ci tornano in mente le parole del Maestro quando risponde allo scriba che lo interroga: “Ascolta Israele […] amerai il Signore tuo Dio. […] Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è comandamento più grande di questi” (Mc 12, 28–34). Ascoltare e amare Dio, amare se stessi e il prossimo, questo ci comanda Gesù. E Gesù ci dice anche: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11, 29).
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È da Lui che dobbiamo imparare a fare tutto questo. Più facciamo nostra la parola dei Vangeli, più sapremo come amare, perché lo conosceremo sempre di più. È lui il buon samaritano che ci viene a prendere quando siamo incappati nei briganti.
Oggi Gesù ci ricorda che amare può costare sacrificio, fino a dare la vita. L’amore vero è per sempre; egli ci ha dato “per sempre” il suo spirito, il Paraclito: un difensore, che abita in noi, che ci ricorda le sue parole e che ci rende in grado di amare come ha amato Lui. Ringraziamo Dio per il dono dello Spirito Santo e facciamo memoria di quando lo abbiamo ricevuto. Ricordiamo il dono di amore che ci ha fatto Gesù.
Per Riflettere
La prima lettura ci parla del battesimo dei samaritani: quando e dove siamo stati battezzati noi? Da chi? Siamo consapevoli che oltre alla remissione dei peccati abbiamo ricevuto per sempre anche lo Spirito Santo per amore di Gesù?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
