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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2025

Qual è il significato dell’insistenza con cui Marco racconta di un Gesù guaritore, taumaturgo e medico? Nella società dell’epoca erano molti i guaritori che si muovevano di villaggio in villaggio, ma Gesù non ha niente di simile. Primo, non pronuncia mai formule magiche, non possiede un sapere segreto e misterico.

Non ha un potere magico sulla natura. Secondo, non si fa mai pagare per le guarigioni, come era pratica diffusa nell’epoca. E soprattutto Gesù lega sempre la guarigione alla fede della persona. È la fede che salva, non l’azione del taumaturgo. La guarigione è l’effetto immediato dell’entrare in relazione con Gesù.

La guarigione fisica è il segno dell’avvento del Regno, di una rigenerazione radicale dell’uomo, fatto di carne. Gesù si pone davanti, guarda in volto la persona, la chiama per nome.

Gli apostoli, quelli che erano stati con Lui, hanno potuto sperimentare ancora la potenza della guarigione nel nome di Gesù, come ci raccontano gli Atti. Per i credenti delle generazioni successive il percorso è diventato invece un po’ più lungo: oggi non ci aspettiamo miracoli ogni giorno.

Ma si fanno ancora miracoli, solo che oggi passano attraverso le persone che vivono la guarigione come servizio. Per chi vive la professione di medico, di infermiere, di operatore della sanità, si tratta di una prossimità tutta particolare all’azione del Salvatore, che oggi passa per le loro mani.

Per riflettere

La guarigione fisica è l’effetto dell’arrivo del Regno nella persona di Gesù. Se siamo noi stessi ad avere problemi di malattia, come la viviamo? E nei nostri cari che soffrono, che segno vediamo?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi