Gesù continua a parlare chiaramente: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Gesù afferma con forza la sua vera identità; dice chiaramente che lui è l’unica vera strada per arrivare a Dio: se uno osserva la sua parola non sarà sopraffatto dalla morte.
Cristo è pane vivo, è la strada per vincere la morte, è la speranza contro ogni speranza. A noi chiede una fiducia continua in lui, sta a noi accogliere la sua misericordia ed il suo amore, allora amare Dio e i fratelli sarà dirompente nei nostri cuori.
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Per i Giudei, Cristo è un bestemmiatore, perché si è proclamato Dio e secondo la legge mosaica merita la lapidazione (Lv 24, 16): per quel motivo raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui.
Per sfuggire alla lapidazione, Gesù scappa, ma nel versetto del vangelo di Giovanni è scritto “Gesù si nascose e uscì dal tempio”; secondo i teologi questo nascondersi di Gesù “è l’eclissi del Logos incarnato davanti all’incredulità dei suoi interlocutori”. L’uscire dal tempio indica che il tempio nuovo e definitivo è Gesù stesso, e se vogliamo incontrare Dio, va tenuto fisso lo sguardo su Gesù.
Per riflettere
A volte, pur comprendendo il grande dono di Dio, ci chiudiamo al suo dono cedendo a voci ingannevoli, paure, preconcetti, interessi che tolgono vita invece che infonderla. Non resta che pregare perché il Signore ci aiuti a seguire la via della salvezza, a restare fiduciosi alla luce del suo volto.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
