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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 settembre 2026

La giornata di Gesù a Cafàrnao sembra non finire mai. Prima la sinagoga, poi la casa di Simone, infine l’intera città ad andargli incontro al tramonto. Le guarigioni si moltiplicano, i demoni vengono scacciati, le mani di Gesù si posano su ciascun malato, uno dopo l’altro.

‘evangelista Luca accumula i verbi uno sopra l’altro, come per farci sentire il ritmo serrato della giornata.

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E poi, all’alba, tutto si ferma. Gesù si alza e se ne va in un luogo deserto. Quando la folla lo raggiunge e cerca di riportarlo a Cafàrnao per trattenerlo, Gesù risponde con una frase che suona come la bussola della sua intera vita: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».

C’è un insegnamento in quest’alba solitaria: anche per noi il rischio è di essere talmente presi dalle urgenze (anche giuste, anche belle) da perdere di vista il «per questo sono stato mandato» della nostra vita. Gesù conosce la propria missione e non si lascia definire dalle attese altrui, nemmeno quando queste sono buone e legittime.

Per Riflettere

Riesco a ritagliare ogni giorno un momento di silenzio per ritrovare il senso fondamentale della mia vita? La mia missione? O lascio sempre che le urgenze prendano il sopravvento?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi