Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 1 Gennaio 2026

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Tutto il secondo capitolo del Vangelo di Luca è un succedersi di eventi stupefacenti: dalla Natività fino allo smarrimento e al ritrovamento di Gesù nel Tempio di Gerusalemme.

Ma le vere sorprese che incontriamo nel corso di questo grandioso racconto sono due icone della Vergine in atteggiamento pensieroso. La prima di queste sorprese si trova nel brano evangelico sul quale siamo oggi invitati a meditare e la seconda al versetto 51, dopo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.

In entrambi i casi, due frasi brevissime si inseriscono inaspettate nel racconto, restringendone l’orizzonte, come in un vertiginoso zoom sull’immagine di Maria in meditazione. E più ancora, oltre l’immagine, sul suo cuore.
È come se Luca, in queste due occasioni, volesse sollecitare il lettore ad andare oltre la narrazione, in un’analisi introspettiva dei sentimenti di Maria in quelle circostanze. Nel passo che siamo invitati a contemplare oggi, l’icona della Vergine assorta è sapientemente inserita da Luca, come un quadro del Rinascimento, in una grande cornice brulicante di pastori in festa.

E l’animazione della cornice mette in evidenza, per contrasto, lo stato di profonda meditazione della Vergine mentre “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Quali fossero i suoi pensieri l’evangelista non lo specifica, ma ripensando alla Natività e a tutti gli eventi che l’hanno preceduta, non è difficile immaginarli. E qui Lei ancora non conosceva, ma noi sì, ciò che Simeone le profetizzerà pochi versetti più avanti.

Per Riflettere

Preghiamo lo Spirito Santo di aiutarci ad entrare nei pensieri di Maria e ad associarci a Lei nel rendere grazie al Padre per la venuta del Figlio a salvarci.

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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