Mi colpisce la platea che ascolta Gesù: uomini e donne che oggi verrebbero etichettati come poco di buono, gente perduta che andrebbe semplicemente rimproverata ed emarginata.
Sono quelli che danno fastidio alla gente “per bene” perché non si uniformano alle regole tradizionali, perché decidono, anche sbagliando, di abbandonarsi al dolore che caratterizza le loro esistenze.
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Dio manda la sua Parola a coloro che ne hanno bisogno, perché sfiduciati e senza speranza.
Anche i farisei ascoltano Gesù ma da tutt’altra prospettiva, quella dei potenti che si sono fatti strada imponendo al prossimo regole religiose di un dio inesistente. Sentendosi perfetti, se ne fregano della consolazione divina e così identificano proprio in Dio la fonte dei loro problemi.
Gesù rivolge a costoro due parabole che mostrano quanto sia grande il cuore di Dio. Egli gioisce per i peccatori che si convertono – e come dargli torto? Chi ha il coraggio di cambiare, perché raggiunto dalla consolazione divina, si avvia sul cammino della santità. Chi invece, credendo di essere nel giusto, continua a seguire il proprio ego non può che essere quella pecora perduta che Dio non smette di cercare… quando ci allontaniamo possiamo comunque gioire, perché lui ci verrà a cercare!
Commento a cura di: Fabrizio Barbieri

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
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