Cercare o essere cercati è una forma di amore. Pensa a quanto ci fa piacere sentirci cercati.
Nel Vangelo Gesù racconta di un pastore che lascia novantanove pecore per cercarne una smarrita. E poi di una donna che perde una moneta e mette sottosopra la casa pur di ritrovarla. A noi potrebbe sembrare esagerato. Ma Gesù vuole farci capire qualcosa di sorprendente, ossia che per Dio nessuno è una perdita trascurabile. Dio vuole cercare tutti perché per Lui siamo tutti preziosi.
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Noi, invece, siamo spesso bravissimi a mettere da parte le persone. Basta un errore, una delusione, una scelta sbagliata e qualcuno diventa quello da evitare. A volte lo facciamo anche con noi stessi. Ci convinciamo di non valere più abbastanza.
Eppure Dio non ragiona così. Non si rassegna a perderci. Ci cerca, non perché siamo perfetti, ma perché siamo importanti per Lui. E quando ci ritrova, non ci presenta il conto, ma fa festa.
Anche Paolo, nella prima lettura, racconta di aver cambiato il modo di valutare la propria vita. Tutti quei titoli, quei meriti e quelle sicurezze che prima considerava guadagni diventano secondari davanti a Cristo. Ha scoperto che il valore di una persona non dipende da quanto riesce a dimostrare, ma da chi incontra.
Oggi chiedi al Signore di insegnarti a valorizzare il fratello o la sorella che abbiamo accanto, piuttosto che misurare le persone soltanto dai loro errori. E magari imparare a cercare anche chi abbiamo lasciato indietro.
La gioia di Dio comincia proprio quando qualcuno che sembrava perduto viene ritrovato.
Allora, nei tuoi momenti bui, non considerarti mai una causa persa. C’è ancora qualcuno che ti sta cercando.
don Domenico Bruno
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