- Pubblicità -

don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 4 novembre 2026

Data:

Quanto di quello che possiedi ti sta davvero aiutando a vivere? E quanto, invece, ti sta togliendo la libertà?

Nel 1576 Milano fu colpita dalla peste. Mentre la paura spingeva molti ad allontanarsi, san Carlo Borromeo scelse di rimanere accanto alla sua gente. Mise a disposizione le proprie risorse per aiutare gli ammalati e i poveri, organizzando l’assistenza materiale e spirituale. Non si limitò a parlare di carità. Si lasciò coinvolgere fino in fondo. Il suo motto era semplicemente “Humilitas”, ossia umiltà.

- Pubblicità -

Oggi Gesù nel Vangelo ci provoca proprio su questo. «Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». Attenzione, però. Gesù non ci sta chiedendo di odiare la nostra famiglia o di disprezzare quello che abbiamo. Ci sta chiedendo di non diventare prigionieri di ciò che abbiamo. Nemmeno delle cose a cui siamo più affezionati.

Non è un discorso lontano dalla nostra realtà. Da uno studio sembra che gli italiani siano sempre più orientati a ridurre il superfluo e a dare valore alle esperienze. Ma c’è anche un’altra faccia della realtà. Secondo un’altra indagine di questo anno, il 31% delle famiglie italiane ha ridotto quantità e qualità del cibo acquistato.

Perciò, quando il Vangelo ci invita a rinunciare, non sta elogiando una certa povertà “subìta”, ma è piuttosto un invito a domandarci a cosa siamo disposti a rinunciare per non lasciare indietro nessuno.

Paolo, nella prima lettura, ci ricorda che è Dio a suscitare in noi il volere e l’operare. Non dobbiamo diventare perfetti con le nostre forze. Possiamo cominciare da una scelta concreta.

Costruire una torre richiedeva di calcolare prima la spesa. Gesù usa proprio questo esempio. Anche la libertà ha un prezzo. Bisogna decidere che cosa merita davvero il nostro tempo e il nostro cuore.

E tu? Che cosa puoi lasciare andare per tornare a essere libero?

Cristo non viene a impoverire la tua vita, ma a liberarla da ciò che le impedisce di amare.

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE