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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 novembre 2026

Vangelo del giorno di Gv 6,37-40

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

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Parola del Signore.

Fonte: Chiesa Cattolica

La morte è l’unica certezza della nostra vita: nasciamo con una data di scadenza.

Da giovani ci si pensa meno, anche se – accade – tutti abbiamo perso un parente, un amico, e ci siamo posti per la prima volta il problema. Eppure, proprio dare senso alla morte porta al senso della vita, proprio affrontare questo tema ci permette di guardare al futuro, a fare delle scelte, ad amare intensamente.

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Il nostro mondo vive una sorta di schizofrenia: da una parte scene di morti ammazzati pullulano la nostra quotidianità, dai notiziari ai film ai videogiochi, dall’altra, esiste una sorta di ipocrito pudore verso la morte, non si fa vedere il nonno morto al nipotino per timore di impressionarlo…

Oggi va di gran moda la reincarnazione, nella versione molto raffazzonata del nostro occidente superficiale che nemmeno rispetta le origini di certe visioni del mondo. Oppure, forse la scelta più diffusa, la morte viene allontanata fino a quando non bussa alla porta della nostra vita.

Perché non esiste la morte, esiste una persona conosciuta e amata che muore, ed è davvero un’altra cosa!

Oggi la Chiesa, con coraggio, ripropone la sua visione colma di speranza e di gioia, alla luce della grande festa che abbiamo appena celebrato. Abbiamo sentito cosa dice il Signore Gesù, il nostro Maestro: Dio ha un solo progetto, un solo desiderio, una sola volontà, che mette insieme la vita di Dio l’Eterno con la salvezza, che è l’opposto della perdizione, con la resurrezione.

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E questa consapevolezza, lungo la storia del popolo di Israele, è cresciuta: avendo conosciuto un Dio creatore ed amante della vita, come poteva accadere che l’umano scomparisse con la morte?

Ecco allora quanto crediamo: siamo composti di una parte divina, l’anima creata e donata, immortale, che nel transito torna a Dio, se lo vuole, se ha imparato ad accoglierlo, per poi riappropriarsi del corpo trasfigurato nella conclusione del tempo.

E da qui partiamo, oggi, per accompagnare nell’affetto chi ci ha preceduto.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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