โQuesta generazione รจ una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sarร dato, tranne il segno di Gionaโ. Nel vangelo di oggi Gesรน diventa durissimo contro la pretesa degli scribi e farisei di avere un “segno”.
E’ la tentazione non solo loro ma anche nostra di dire che ci metteremo a credere solo davanti a un segno straordinario che ci convinca, dimenticandoci che ogni istante della nostra vita, anzi la nostra vita stessa รจ un segno straordinario, con lโunica differenza che non ci fa piรน effetto.
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Non ci fa piรน effetto un tramonto, o un mare blu, non ci fa piรน effetto l’abbraccio di chi ci ama o gli occhi di un bambino, non ci fa piรน effetto l’infinitร di dettagli con cui ogni giorno Dio riempie la nostra vita. Vogliamo segni violenti, grandi, con effetti speciali.
Credere non significa cercare “effetti speciali” ma recuperare quello sguardo di stupore su cose che pensiamo essere cosรฌ ovvie da averle messe nella categoria dello scontato o del banale. Forse รจ questo il motivo per cui Cristo dice di voler essere cercato nella realtร piรน prossima a noi, senza andare troppo lontano: “Ed ecco, qui vi รจ uno piรน grande di Salomone”.
I segni veri non hanno a che fare tanto con lโemotivo, ma con la parte piรน profonda della realtร . E delle volte ci si accorge di essa solo a patto di tenere bene gli occhi aperti, di conservare un atteggiamento umile, di imparare il silenzio, di allenarsi molto nellโosservare, di muovere battaglia allโabitudine e al dare per scontato.
Ci si accorge dellโEssenziale nascosto qui nella nostra vita perchรฉ ci si รจ allenati a saper guardare nel crepuscolo, un poโ come capita quando al mattino presto mentre ancora il sole non si vede ma annuncia giร luce allโorizzonte, si tenta di fare un poโ di sport correndo per strada e lasciando che gli occhi abituati al buio cominciano invece ad accorgersi della luce e delle cose.
I segni che ci sono dati non sono cose nuove ma sono le stesse cose che magari al buio non vedevamo ma che con la luce un poโ alla volta cominciamo a vedere e a goderne.
don Luigi Epicoco su Facebook
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
Lc 11, 29-32
Dal Vangelo secondoย Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesรน cominciรฒ a dire:
ยซQuesta generazione รจ una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarร dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poichรฉ, come Giona fu un segno per quelli di Nรฌnive, cosรฌ anche il Figlio dell’uomo lo sarร per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerร contro gli uomini di questa generazione e li condannerร , perchรฉ ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi รจ uno piรน grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nรฌnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perchรฉ essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi รจ uno piรน grande di Gionaยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
