La paura di perdere ci fa perdere davvero

In questa domenica abbiamo la vincente opportunità di uscire allo scoperto, di iniziare a fare un cammino di verità, ad intraprendere una strada nuova, e per certi versi sconosciuta.
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Siamo al capitolo 16 di Matteo, domenica scorsa ci siamo tutti complimentati con Pietro per la sua professione di fede, ed ecco oggi dobbiamo già ricrederci, perché a lui, propria a lui “la roccia testarda” Gesù si rivolge chiamandolo Satana, neppure per giuda ha usato tale appellativo.
Diventato ormai famoso dopo guarigioni, miracoli, pane e pesce gratis, risurrezioni, folle al seguito, all’apice della carriera, Gesù annuncia per la prima volta la sua “passione”, il vero motivo per il quale ha iniziato questo cammino di umanizzazione.
E proprio questo sembra essere così incomprensibile a tutti, persino a Pietro. “Dio te ne scampi!”. Se fallisci tu, falliamo anche noi, che siamo venuti a fare dietro a te lasciando il nostro lavoro, casa, famiglia, figli,ect…
Pietro prende un posto che non è il suo, quello dello stare davanti, del maestro, si erge lui a programmatore dei prossimi passi,di dove andare, di quali applausi ricevere.
E invece no, “Vai dietro a me!“, rimettiti sui miei passi, torna a stare dietro, torna a fare il discepolo, come?
I v.24-25 ne descrivono la modalità, ne danno la forma cristiana: vivi secondo il vangelo nelle circostanze della vita, misurato, conosci, confrontati con questa parola quando sei di fronte ad una scelta della vita, e se anche dovessero “perseguitarti” per questo non mollare.
“Se qualcuno vuol venire dietro a me…”, la condizione sta nella scelta, la sequela non è un mattone che ci piomba sulla testa, ma l’adesione, la scelta di accogliere un progetto di cui non siamo i detentori, ma i collaboratori.
E allora che vantaggio abbiamo a guadagnare il mondo intero, ad essere proprietari di tutto, se poi in fondo non conosciamo nemmeno noi stessi. Nessuno? O quello di sentirci dei “padreterni“?
Buona domenica a tutti!!
Sr. Myriam (Miriam D’Agostino) del Monastero Benedettino di Sant’Anna – Bastia Umbra
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XXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
- Colore liturgico: Verde
- Ger 20, 7-9; Sal.62; Rm 12, 1-2; Mt 16, 21-27
Mt 16, 21-27
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 03 – 09 Settembre 2017
- Tempo Ordinario XXII, Colore Verde
- Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 2
Fonte: LaSacraBibbia.net
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