Vangelo del 20 ottobre 2026 (Lc 12, 35-38): commenti e riflessioni

Vangelo del 20 ottobre 2026 (Lc 12, 35-38)
Vangelo del giorno di Lc 12,35-38

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.
Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

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Parola del Signore.

Fonte: Chiesa Cattolica

Nel Vangelo di Luca (Lc 12,35-38), Gesù esorta i suoi discepoli a tenere le vesti strette ai fianchi e le lampade accese, rimanendo pronti e vigili come servi che attendono il ritorno del loro padrone dalle nozze. L’invito è a non lasciarsi cogliere impreparati o addormentati, ma a coltivare un’attesa attiva ed operosa, capace di riconoscere il momento in cui il Signore passerà e busserà alla porta.

La vera sorpresa del brano risiede nell’inversione dei ruoli: i servi che verranno trovati svegli saranno beati perché sarà il padrone stesso a cingersi le vesti, a farli mettere a tavola e a passare a servirli. Il passaggio del Signore non porta dunque un giudizio temibile, ma una festa inattesa che trasforma l’attesa fedele in un dono di grazia e di profonda comunione.

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