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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 ottobre 2026

Lo ammiro, lo ammetto. Davanti ai ragionamenti farneticanti dei suoi avversari il Signore, invece di mandarli a stendere, invece di andarsene, stizzito, cerca di argomentare, inutilmente.

Lo accusano di essere un indemoniato, perciò può esorcizzare.

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Al che, giustamente, il Maestro cerca di capire la logica di questo ragionamento: per quale misteriosa ragione il demonio dovrebbe cacciare il demonio? Si dà la zappa sui piedi!

Peggio: poiché, fra gli accusatori ci sono degli esorcisti, loro in nome di chi cacciano il diavolo?

Tentativo ammirevole ma inutile, chi è accecato dalla propria visione delle cose, non riesce proprio ad ammettere di avere torto.

Buon per noi, perché il Signore ci consegna due perle di saggezza spirituale che a volte scordiamo.

Il demonio esiste, certo, e fa il suo mestiere di accusatore, di guastafeste, per riempire il nostro cuore di sensi di colpa.

Non è brutto o cornuto (chi lo seguirebbe?) e ciò che dice, spesso, è gradevole e plausibile. Ma il suo obiettivo è quello di allontanarci dalla luce e da Dio.

Chiediamoci chi abbiamo messo a custodire la porta del nostro cuore.

Se vogliamo che sia il più forte, il Signore Gesù, allora possiamo restare tranquilli.

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Possiamo cadere e rialzarci, sbagliare, allontanarci (fa parte del gioco, la vita è una sperimentazione continua) ma, alla fine, se la nostra guida è il Vangelo e il nostro custode è il Signore Gesù, non abbiamo da temere.

E la seconda indicazione riguarda quanti, fra noi, da tempo cercano di vivere una vita spirituale intensa e seria: a volte, dopo avere conosciuto la gioia del Vangelo, dopo esserci convertiti, vorremmo essere migliori, correre sulla via della santità.

Solo che l’uomo vecchio, come lo chiama san Paolo, si accompagna all’uomo nuovo e, periodicamente, facciamo dei bei scivoloni.

Bene così, dice Gesù, avere una vita interiore troppo linda attira frotte di demoni.

Meglio convivere con qualche peccato che ci tiene ancorati alla realtà!a la preghiera è fatta anzitutto di ascolto, l’ascolto di Dio, e di intercessione, intercessione per il mondo, non solo per i miei bisogni.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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