Gesù convoca i Dodici e li manda. Ma prima di mandarli fa due cose: dà loro «forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie», e poi dice loro cosa non prendere. L’equipaggiamento della missione è una lista al “contrario”, una lista di rinunce: niente bastone, niente sacca, niente pane, niente denaro, niente tunica di ricambio.
Ogni cosa che normalmente si porta in viaggio viene eliminata. Non è ascetismo fine a se stesso, ma un messaggio preciso: la missione non si compie con le proprie risorse. Chi va non porta nulla di suo perché deve imparare a dipendere da ciò che trova, da ciò che gli viene offerto, in ultima analisi da Dio.
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«In qualunque casa entriate, rimanete là»: la missione passa per l’accoglienza reciproca. Chi è mandato deve saper essere accolto, deve saper ricevere, non solo dare. L’evangelizzazione non è frenetica, è paziente. Si pianta in un posto, si vive con la gente, si aspetta.
E quando non si viene accolti? Gesù non dice di insistere, di convincere, di tornare con argomenti migliori. Dice di scuotere la polvere dai piedi e andare avanti, senza astio.
Per Riflettere
Che cosa è di troppo nella mia vita e la appesantisce?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
