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mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 6 settembre 2026

Amerai il tuo prossimo come te stesso

Cosa fare dinanzi all’errore e al peccato? Ovviamente detestare gli errori e i crimini commessi dagli uomini e odiare la persona che li ha commessi. Il Vangelo ci indica la postura da tenere.

Una previa riflessione: davanti a Dio siamo tutti peccatori e a gradi diversi abbiamo bisogno del perdono e della misericordia di Dio. La Parola di Dio ci dà indicazioni e ci offre la legge e i comandamenti.

La liturgia di questa domenica inserisce due momenti: l’amore e la correzione fraterna.

San Paolo ci suggerisce che tutti i comandamenti si riassumono in una sola Parola: “Amerai il tuo prossimo come te stesso!”. Per tutti i comandamenti si intendono quelli che riguardano le relazioni interpersonali, anche se non siamo omicidi e adùlteri. Il vangelo chiede di amare. Non si tratta soltanto di dominare sentimenti di rancore e vendetta per non passare ad atti. Di più. Si tratta di entrare in un’altra logica, quello del fratello in umanità di cui mi metto al suo posto, al posto di colui del quale mi vorrei vendicare. San Matteo ci offre la regola: “Tutto ciò che gli uomini vorreste facessero a voi, fatelo a loro: ecco la legge e i profeti!”. Così viene indicato il cammino evangelico: andare incontro agli altri fino in fondo, fino a dare la vita, perché “il compimento della legge è l’amore”. Senza dimenticare che Gesù dice che la legge consiste nell’amare Dio e il prossimo. Amare Dio vuol dire accettare sempre di essere amati da Lui che mi ha creato, cercato e chiamato alla vita eterna. Sono nel registro di quelli che ha amato per primo. Deve riprodurre questo nelle relazioni con gli altri: prendere l’iniziativa di una proposta di amore.

Questo programma urta col peccato che rovina tutte le relazioni con Dio e col prossimo. Che fare quando si vede qualcuno peccare? Il Vangelo prevede diversi gradi di correzione fraterna che vanno dalla correzione discreta all’esclusione dalla comunità. Ma ciò che è in gioco per ciascuno è l’attenzione fraterna che fa di noi dei vigilanti, fratelli attenti a ciò che conduce la persona verso il peccato. Troppo spesso siamo complici del nostro silenzio. Manifestare al prossimo l’amore dicendo che il loro comportamento non è buono è segno di amore eroico nei confronti dei fratelli.

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