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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 agosto 2026

Sulle vie della fede vi sono ancora rischi latenti, che Gesù, anima bella, smaschera chiaramente affinché possiamo finalmente riconoscerli.

Il rischio terribile di essere ossessionati dall’apparenza, dal giudizio delle persone, dal presentarci meglio di ciò che siamo, ad esempio.

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Rischio molto diffuso fra noi cristiani che, a volte, pensiamo di appartenere al club dei bravi ragazzi. Insomma, non siamo dei santi ma siamo sicuramente meglio delle tante persone lontane da Dio che frequentiamo!

Così, inevitabilmente, facciamo a gara nel farci vedere più belli di quelli che siamo come, appunto, le ricche tombe di famiglia:

  • fuori marmo e bronzo
  • dentro, ovviamente, ossa e putridume.

La visione biblica della natura umana è rasserenante: siamo tutti segnati dal peccato, tutti tendenti alla violenza e alla malvagità.

Ma Gesù ci ha redenti, ci ha salvati e noi percorriamo questa vita in attesa della fioritura, della pienezza.

Non dobbiamo, ovviamente, annunciare a gran voce i nostri difetti e le nostre colpe, ma nemmeno far finta di essere ciò che non siamo. Sì: siamo peccatori perdonati e del Dio di Gesù vogliamo parlare, non di quanto siamo bravi…

Il secondo rischio è quello di vivere fuori sincronia col tempo che viviamo.

Ancora oggi, nella Chiesa, i testimoni credibili, i profeti che hanno saputo leggere e anticipare l’evoluzione dei tempi e che oggi applaudiamo, sono stati osteggiati e perseguitati mentre erano in vita.

Succede praticamente sempre: chi ha idee innovative, suscitate dallo Spirito, spesso trova resistenza e incomprensione proprio da chi invece dovrebbe riconoscere i segni dei tempi.

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E così, storicamente, molti profeti sono stati misconosciuti e ostacolati, salvo poi essere applauditi e studiati dopo la loro morte.

Ecco, proviamo a riconoscere i profeti mentre sono in vita, senza affrettarci a costruire loro monumenti una volta morti, magari nello sconforto a causa dell’incomprensione ricevuta durante la loro vita.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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