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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 24 agosto 2026

È uno strano Rabbi questo, figlio di un falegname di un piccolo paese della Galilea abitato da un centinaio di persone. Non ha una sua propria scuola, una sede dove impartire i propri insegnamenti. Insegna lungo le strade polverose del suo tempo a chiunque lo voglia ascoltare, uomini e donne.

Natanaele è un buon credente, conosce la Scrittura e come molti altri attende la venuta del Messia. Quando Filippo lo chiama è sotto a un fico, forse si sta riposando dal lavoro nei campi o dalla pesca sul lago, forse cerca un po’ di riparo dal sole. Un momento insignificante della sua giornata si trasforma in un cambio di vita radicale.

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Ascolta l’annuncio di Filippo e non si chiude nella sue conoscenza di prima, non si ferma ai preconcetti, ma va incontro alla novità di questo strano invito: “Ho trovato colui che aspettavamo da sempre, vieni a vedere”. Natanaele forse si muove per curiosità o per assecondare l’amico, poi subito si trova davanti uno sconosciuto che lo conosce. Si era mosso per riconoscere in un uomo il Messia e si scopre da Lui riconosciuto. La sua sincerità gli permette l’incontro con Gesù.

Per Riflettere

La popolazione di Nazaret oggi è costituita da palestinesi con cittadinanza israeliana, in maggioranza musulmani. Ha più di settantamila abitanti. Vi sono presenti, oltre alla chiesa cattolica, alcune piccole chiese orientali come quella greco-melchita o quella maronita. Gesù ha vissuto in questo villaggio per trenta anni. A questo suo lungo periodo di vita nascosta, mescolata a quella di tanti altri artigiani o contadini o pescatori con le loro famiglie e i loro bambini, si ispira la spiritualità dei Piccoli fratelli e delle Piccole sorelle di Charles de Foucauld.

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi