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don Roberto Seregni – Commento al Vangelo del 23 agosto 2026

SCAVARE NEL CUORE

Matteo 16,13-20 – XXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Leggendo il Vangelo, è evidente che tra il Maestro Gesù e i suoi discepoli c’è una chiara e crescente incomprensione. Non riescono a sintonizzarsi: sembrano parlare due lingue diverse.

I Dodici sono affascinati da Gesù; su questo non ci sono dubbi. La sua persona, le sue parole e la sua vita sono avvolte da un mistero indecifrabile e sorprendente. Le sue parole e i suoi miracoli sollevano nel cuore di quei pescatori un uragano di domande e interrogativi.

La sua vicinanza ai poveri, agli esclusi, agli ammalati, agli ultimi è senza dubbio ciò che più sorprende i discepoli. Gli altri maestri stavano seduti nelle loro scuole a insegnare, mentre Gesù stava per strada, entrava nelle case della gente, toccava gli intoccabili e parlava con tutti. Il Dio che Gesù stava svelando con la sua vita era molto diverso da quello che i farisei e gli scribi avevano insegnato a temere e a rispettare.

Più di una volta, i discepoli si saranno interrogati sull’identità del loro Maestro, ma nessuno aveva avuto il coraggio di porre la domanda.

Così Gesù decide di toglierli dall’imbarazzo e prende l’iniziativa: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».

Certo, la prende un po’ alla larga. Il Maestro è saggio e sa che l’opinione della gente è importante. Tutti hanno colto la sua grandezza, ma lo riconducono a qualcosa di già noto e conosciuto: non riescono a cogliere la sua novità. Lo vedono come una riedizione di uno dei profeti.

Dopo aver smosso le acque, il Maestro affonda il colpo: «Voi chi dite che io sia?». La risposta di Pietro è corretta, ma incompleta. Pietro sa che Gesù è il Messia, ma dovrà ancora scoprire che tipo di Messia sia.

Lui, umile pescatore, riceve dal Maestro le chiavi del Regno. Ma dovrà ancora scavare nel profondo del cuore, lasciare che si frantumino tutte le sue attese e scoprire come essere all’altezza di quel nome che il Signore gli ha dato.

Pietro scoprirà, a sue spese, che l’unica cosa che conta è lasciarsi amare. Scoprirà che solo il suo amore potrà trasformare un umile pescatore in un pastore secondo il cuore del Maestro.

Pietro dovrà fare i conti con la passione e la croce. Le sue aspettative si frantumeranno e dovrà tornare alla domanda di Gesù, scavando nelle profondità del cuore per trovare una risposta. Non soltanto una risposta giusta, ma una risposta vera, sincera, personale e autentica.

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Non basta rispondere con una bella formuletta imparata al catechismo. La vita ci mette alla prova e la fede deve crescere insieme a noi; deve lasciarsi purificare e provocare dalla storia e dagli eventi che stanno segnando indelebilmente le nostre vite.

Coraggio, amici! Lasciamoci provocare. Cerchiamo risposte nostre. Apriamo gli occhi, scaviamo nel cuore, invochiamo lo Spirito e aggrappiamoci alla Croce.

Don Roberto (prete missionario della Diocesi di Como) – Sito Web Fonte: il canale Telegram “Sulla Tua Parola“.

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